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IdV Termini Imerese
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Topic: IdV Termini Imerese (Letto 3180 volte)
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Stefano Pirrone
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #105 il:
02 Luglio, 2010, 17:05:32 »
Vi riporto una dichiarazione di Sonia Alfano sul caso Dell'Utri:
"Alfano: L’anomalo Paese dei Dell’Utri
Se l’Italia fosse un paese normale, Marcello Dell’Utri oggi si troverebbe in carcere, settore: detenuti per mafia. Poiché, invece, l’Italia è nelle condizioni che conosciamo, il mafioso Marcello Dell’Utri, riconosciuto tale di nuovo pure dalla Corte di appello di Palermo, continua a sedere in Parlamento.
Dopo la sentenza del Tribunale di oltre cinque anni fa, anche la Corte di appello di Palermo attesta che il fondatore di Forza Italia, quindi ideologo del partito di maggioranza relativa, è, semplicemente, un mafioso. E tale è stato fino a tutto il 1992, quindi pure nel periodo in cui le bombe mafiose insanguinavano Capaci e via D’Amelio.
E sia chiaro, a statuire per l’ennesima volta la mafiosità di Dell’Utri è stato un collegio giudicante che tutto poteva sembrare tranne una corte marziale: un presidente il cui figlio ha ricevuto un importante incarico fiduciario dal sindaco di Palermo, compagno di partito di Dell’Utri; un giudice già corresponsabile dell’erronea assoluzione di Giulio Andreotti per fatti di mafia per i quali l’ex presidente del consiglio è stato poi definitivamente riconosciuto responsabile; l’altro giudice che, a dire dei suoi precedenti, deve aver vissuto con fastidio la lunghezza della camera di consiglio finale.
A fronte di questo, la maggioranza parlamentare, per voce di molti suoi esponenti, ha quasi manifestato gioia per l’assoluzione pronunciata in favore di Dell’Utri per gli anni successivi al 1992. Sembra la riedizione dei festeggiamenti a base di cannoli di Totò Cuffaro di qualche anno fa.
Ecco, la sentenza di ieri impone a tutti di prendere definitivamente atto dell’inedito tasso di mafiosità raggiunto dal ceto politico. È bene ricordare, infatti, che Dell’Utri, prima ancora di essere il fondatore di Forza Italia, è stato il braccio destro di Silvio Berlusconi anche durante la sua attività imprenditoriale. E che, per dirne solo qualcuna, è sotto la guida di Marcello Dell’Utri che hanno fatto carriera politica il Presidente del Senato Renato Schifani ed il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, dai quali non a caso oggi non è venuta una sola parola che suonasse come presa di distanza dalle sorti del mafioso Dell’Utri.
E come avrebbero potuto esprimersi? Schifani non è il vecchio socio di gentiluomini del calibro di Nino Mandalà e Benny D’Agostino? E Angelino Alfano non ha come sua portavoce la figlia del generale Antonio Subranni, passato alla storia come il depistatore delle indagini sull’omicidio di Peppino Impastato, stratega di quel Ros che trattò con gli emissari di Riina e Provenzano e tuttora indagato per favoreggiamento della latitanza di Bernardo Provenzano?
E che dire del silenzio di quell’Udc che dovrebbe essere un partito di opposizione? Certo, cosa aspettarsi di diverso dal partito di Salvatore Cuffaro, Saverio Romano e Salvatore Cintola?
E del silenzio di Vladimiro Crisafulli, l’amico del boss mafioso Raffaele Bevilacqua, vogliamo parlarne? Serve solo a ricordarci che anche a sinistra ci sono tanti impacci ad affrontare la questione dei rapporti fra mafia e politica. E del resto fu una maggioranza parlamentare di centrosinistra a negare nel 1999 l’autorizzazione alla carcerazione di Dell’Utri.
Ecco, allora, che il certificato di mafiosità oggi confermato in capo a Marcello Dell’Utri deve servire per riprendere ed approfondire l’analisi sulla nascita, nel sangue delle stragi mafiose del 1992 e del 1993, della cosiddetta seconda Repubblica. Si potrebbe dimostrare di essere un Paese civile consentendo, senza l’adozione di misure legislative filomafiose e criminogene, ai magistrati delle Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze di lavorare con serietà e serenità all’individuazione dei mandanti finora a volto coperto di quelle stragi e dei responsabili di quella criminale trattativa sviluppatasi a quel tempo fra Cosa Nostra e pezzi dello Stato. E che la sentenza di oggi serva anche alla più alta Magistratura del paese per assumere consapevolezza della drammaticità dell’organico abbraccio fra settori dominanti della politica e organizzazioni criminali e per non abdicare al proprio ruolo quando sarà chiamata a vagliare la promulgazione di atti normativi votati da favoreggiatori della mafia come Salvatore Cuffaro, da camorristi come Nicola Cosentino e da un Parlamento in cui la maggioranza è guidata da un partito il cui ispiratore è il mafioso Marcello Dell’Utri e il cui riferimento ideale e politico si chiama Vittorio Mangano."
Ora per tornare ai problemi di "casa nostra" ma il PD come può continuare ad appoggiare una giunta nata da una coalizione con Miccichè? probabilmente ha ragione Antonio nel suo precedente post.....ABBASSO chi pensa solo alle poltrone, alle sue tasche, a fregare il prossimo a cercare determinate posizioni solo per interessi personali!!!!
MAI avevo visto Termini così malandata, ma qualcuno ride e gode della situazione!
Il laboratorio politico creata a Termini dimostra il totale fallimento della politica siciliana e come se non bastasse continuano a voler replicare il tutto alla Regione!
Solo poltrone, solo interessi personali!
Spero che il PD torni sui suoi passi e non appoggi più amici dei mafiosi!
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..."Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi. Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.Mahatma Gandhi
STENIO
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"Ben fatto" è meglio che "ben detto".
Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #106 il:
05 Luglio, 2010, 11:18:48 »
............
Connesso
Gramsci mi ha insegnato una cosa semplicissima, l’identità di un partito è la sua funzione storica e politica, non è la sua ideologia, l’Italia non regge più come è stata finora, il vecchio patto tra nord e sud è saltato, lo dobbiamo ricostruire........
Stefano Pirrone
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #107 il:
05 Luglio, 2010, 18:26:34 »
Scusate ma qualcuno ha qualche spiegazione?
Vi riporto quella che considero, per la situazione di Termini, la parte più importante di un articolo che trovate su GDS on line a questo link
http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/117624/
con delle dichiarazioni di Miccichè.
“Allo stesso modo mi rivolgo a tutti i co-co-coordinatori, che (anche loro per spostare il tiro) fantasticano di miei legami col Centrosistra. Li rassicuro: anche alla Regione noi siamo distanti anni luce dal Centrosinistra! Ma siamo ancor più distanti da un gruppo di irresponsabili, che dopo aver voluto fortissimamente un Governatore, ne hanno preso, per squallidi motivi di potere, le distanze pochi mesi dopo; mentre io, pur avendo teoricamente tutto l’interesse personale a far cadere Lombardo, dal momento che intendo la politica come servizio alla comunità, ho dichiarato, e continuo a farlo, la mia disponibilità a garantire la volontà del popolo siciliano, che due anni fa lo ha votato col 74% dei voti, a condizione, però (lo dico pure a lui),
che mai il Pd sia rappresentato in Giunta
.”
Ma nella nostra città, dove questo signore era assessore e vicesindaco, non è in Giunta con il PD?
Torno a chiedere al PD Termitano ma che ci fanno in Giunta????
Perché continuano ad accettare di essere offesi in questo modo?
E torno a chiedere, avete dimenticato che Miccichè è uomo di Dell’Utri?
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Luigi Sunseri
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #108 il:
07 Luglio, 2010, 10:27:33 »
Ancora era stato condannato al primo grado..
Stefano, ma perchè non li informate? Magari non lo sanno...
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Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere. [Voltaire]
Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo.
Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. [Oriana Fallaci]
Antonio Sperandeo
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Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge
Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #109 il:
26 Luglio, 2010, 19:23:41 »
A PROPOSITO DI ME (di Antonio Di Pietro)
Oggi vi parlo di me. Lo faccio perché ritengo doveroso informare l’opinione pubblica di un fatto che mi riguarda e di cui, lo scorso mese di giugno, tutti gli organi di informazione avevano dato notizia con ampie aperture in prima pagina. Ora, invece, a vicenda conclusa, in molti fanno finta di non sapere.
Ricordate? Il mese scorso tutti gli organi di informazione dettero la notizia che la Procura della Repubblica di Roma aveva aperto un’indagine nei miei confronti per truffa e falso. Questo a seguito di una denuncia in cui si sosteneva che io avrei truccato le carte per intascare i rimborsi elettorali che il partito “Italia dei Valori – Lista Di Pietro” aveva ricevuto a titolo di rimborso elettorale.
La notizia dell’iscrizione del mio nome nel registro degli indagati era vera e, pertanto, hanno fatto bene i giornali e le TV ad informare l’opinione pubblica. Altrettanto bene hanno fatto i magistrati a mettermi sotto inchiesta: ero stato denunciato ed era – per loro – doveroso accertare come stavano in realtà i fatti. Meno bene hanno fatto alcuni specifici organi di informazione (mi riferisco soprattutto ai giornali berlusconiani) che hanno “sparato” la notizia in prima pagina dando per scontato che io avessi davvero commesso le cose per cui ero accusato. Tutto questo senza riferire che si trattava di una denuncia sul cui contenuto già altre volte, ben tre volte, il giudice penale aveva disposto l’archiviazione per totale insussistenza dei fatti.
Ma, ripeto, ad un uomo politico e ad un personaggio pubblico - quale io sono - può capitare sia di finire sui giornali che di dover rendere conto alla magistratura ed all’opinione pubblica del suo operato e ciò è capitato anche a me (in questa come in molte altre occasioni). Non me ne sono fatto un cruccio, quindi, né mi sono messo ad imprecare contro i magistrati che mi avevano messo sotto inchiesta né ho sparato al vento accuse di complotti o ritorsioni. Anzi, dissi subito – e lo ribadisco anche ora – che sono ancora pronto a stringere la mano ai miei accusatori di ieri e di oggi qualora essi – almeno ora, alla luce degli accertamenti svolti dalla magistratura - ne accettino le conclusioni.
Ma quali sono le conclusioni a cui è pervenuta la Procura di Roma? Nessuno lo sa perché nessun organo di informazione, ad eccezione de ‘Il Fatto Quotidiano’, ne ha dato notizia. Lo faccio io, allora: l’inchiesta si è conclusa ed il Pubblico Ministero ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale, anche questa volta per totale insussistenza dei fatti.
Le accuse erano due ed a questo punto – capire bene di cosa stiamo parlando - è doveroso riepilogarle:
- a dire dei denuncianti, io avrei dichiarato il falso (in violazione dell’art. 479 del codice penale) davanti al notaio di Roma il 1.12.2003, affermando che il codice fiscale n. 900245590128 fosse riferibile al partito dell’Italia dei Valori mentre esso farebbe capo ad una associazione privata avente lo stesso nome del partito ma del tutto diverso da esso;
- sempre a dire dei denuncianti, io avrei dirottato (in violazione dell’art. 640 del codice penale) a questa asserita associazione privata i contributi elettorali ricevuti nel periodo 2004 – 2007 dal partito IDV a titolo di rimborso elettorale per le elezioni al Parlamento europeo del 2004.
Trascrivo qui di seguito cosa ha riscontrato al riguardo la Procura della Repubblica di Roma, rinviando alla lettura integrale della richiesta di archiviazione qui allegata, per un migliore approfondimento (leggi):
- “dalla informativa della Guardia di Finanza e dalla documentazione acquisita è emerso che le quote elettorali maturate dall’anno 2004 all’anno 2007 sono state regolarmente versate sul c/c bancario acceso presso la Banca di Credito Bergamasco sito in Bergamo ed intestato al partito Italia dei Valori-Lista Di Pietro. Non appare configurabile, di conseguenza, una non trasparente gestione di tali fondi, atteso che gli stessi risultano depositati presso il conto corrente bancario intestato al partito, circostanza questa che non consente di ritenere ipotizzabile il delitto di cui all’art. 640 c.p. per assoluto difetto degli elementi oggettivi e soggettivi”. Il P.M. dice anche di più: “dalla documentazione acquisita emerge che i fondi erogati e depositati sul conto corrente di IDV non risultano poi essere transitati su altri conti intestati a diverse persone giuridiche”;
- “dalla documentazione acquisita risulta che il codice fiscale è stato attribuito con provvedimento del Ministero delle Finanze al partito IDV: non può pertanto ritenersi falsa l’affermazione resa davanti al notaio di Roma in data 1.12.09 in quanto realmente quel numero di codice fiscale è stato attribuito al partito Italia dei Valori con provvedimento del Ministero delle Finanze fin dall’anno 2003. Si deve pertanto escludere l’esistenza di quelle condotte censurabili che si evidenziano nell’esposto, con conseguente insussistenza del reato di cui all’art. 479 c.p.”.
Questi sono i fatti, così come riscontrati dall’Autorità giudiziaria. Le conclusioni a cui essa è giunta mettono una pietra tombale sulle mille illazioni che sono state fatte circolare a proposito della gestione finanziaria dell’Italia dei Valori.
Invito tutti ad avere fiducia nella magistratura e ad affidarsi ad essa per far valere le proprie ragioni. Ah, dimenticavo: questa strada possono sceglierla solo coloro che sanno di non aver commesso nulla di male. Gli altri preferiscono la scorciatoia della denigrazione dei giudici e delle leggi ad personam! Ma questo dimostra che, appunto, non tutti i politici sono uguali.
Antonio Di Pietro
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Luigi Sunseri
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #110 il:
28 Luglio, 2010, 00:16:04 »
Informazione libera? In Italia?
...Si mangia?
L'importante è che alla fine tutto torni pulito e al suo posto.
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Stefano Pirrone
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #111 il:
06 Agosto, 2010, 15:24:07 »
Potete trovare tutto quanto sul sito nazionale di IdV.
Sul Fatto Quotidiano di ieri, Paolo Flores d’Arcais ha scritto un appello diretto a me e Nichi Vendola, in cui ci chiedeva di lavorare per un governo di transizione che mettesse mano al conflitto di interessi e alla legge elettorale (scarica la lettera).
Riporto di seguito la mia risposta, pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano.
Caro Flores,
rispondo all’appello che hai rivolto a me e a Vendola. Tu condividi con noi la necessità di andare al più presto alle urne per mandare a casa Berlusconi e il suo governo. Giustamente, però, fai notare che se non si realizzano prima “due condizioni minime” (parole tue), ovvero “modificare l’attuale legge elettorale “porcata” e togliere a Berlusconi il controllo totalitario dell’informazione”, sarà molto difficile, se non impossibile, poi, vincere le elezioni.
Tu stesso, inoltre, fai notare che, fino a quando Berlusconi sarà al governo e avrà una maggioranza che lo sorreggerà, è inimmaginabile che il Parlamento possa emanare una nuova legge elettorale e una regolamentazione più democratica e plurale dell’informazione pubblica e privata.
L’utopia e la lotta
Tu stesso, quindi, per sfuggire a questa ferrea morsa, proponi l’avvento di un “governo provvisorio” o “governo di lealtà istituzionale” (come lo chiami tu) composto da personalità non della politica (e quindi non parlamentari e non appartenenti a partiti) che si sostituisca all’attuale governo berlusconiano ed emani leggi che soddisfino le suddette due “condizioni minime” per andare alle elezioni.
Tu stesso, infine, ti sei accorto che la proposta da te avanzata è a tal punto “utopistica” (ancora parole tue) da ritenere che l’unica strada praticabile ora sia, in realtà, “una proposta di lotta” (sei sempre tu a parlare), ovvero “una grande manifestazione nazionale per fine settembre che chieda elezioni democratiche, fuori Berlusconi, governo di pluralismo televisivo, nuova legge elettorale”. Insomma, un’altra manifestazione come quella del 2002 a Piazza Navona con Nanni Moretti o quella del 2009 per il “No B. day”.
Tutto qui? Mi verrebbe da dire.
Sia chiaro, sono d’accordissimo con te: sia per quanto riguarda l’analisi che la proposta. Sono a tal punto d’accordo con te che mi impegno qui per iscritto, nero su bianco, ad essere anch’io, e tutti noi dell’Italia dei Valori, della partita, pronti a mobilitare tutte le nostre strutture organizzative (e i due milioni ed oltre di firme raccolte per i tre referendum – acqua, nucleare e legittimo impedimento – stanno lì a dimostrare la forza della nostra organizzazione). Siamo pronti a tappezzare il Paese con manifesti per denunciare le nefandezze berlusconiane (cosa che, peraltro, stiamo già facendo). Siamo pronti a investire ulteriormente nella comunicazione in Rete (da settembre partirà una Web Tv dell’Italia dei Valori). Siamo pronti a girare (lo sono anche io personalmente e col megafono in mano), per tutte le piazze e i mercati d’Italia per “chiamare alle armi” il popolo democratico per una nuova grande manifestazione.
Sogno e realtà
Detto questo, però – e con il rinnovato impegno a farlo per davvero – scendiamo entrambi dalle nuvole e rimettiamo i piedi per terra:
Non esiste, e non potrà mai esistere, una maggioranza parlamentare che in questa legislatura abbia il coraggio di smarcarsi da Berlusconi per varare le due “condizioni minime” di cui tu parli;
Non esiste, e non esisterà mai, una maggioranza parlamentare disposta a dare la fiducia ad un governo di “lealtà istituzionale” formato da altissime personalità tecniche non provenienti dalla politica. Piaccia o non piaccia è così e non sarà certo una manifestazione pubblica in più a far cambiare idea ai mestieranti della politica che infestano il Parlamento.
Non esiste, e non può esistere, la possibilità che si realizzi un’inedita coalizione politica elettorale che veda insieme la destra di Fini e la sinistra del Partito democratico. Gli elettori di entrambi gli schieramenti li manderebbero a quel paese. La storia è storia e non si può scherzare con formule e formulette, calpestando i ricordi e le sofferenze;
Non esiste, e non può esistere, che l’attuale classe dirigente del Partito democratico si unisca a noi dell’Italia dei Valori, o alla Sinistra e Libertà di Vendola, per fare squadra insieme. Lo ha ripetuto Letta l’altro ieri e lo ha ribadito D’Alema ieri. I maggiorenti del Pd vedono me e Vendola come fumo negli occhi e, se potessero, ci farebbero fuori prima e peggio di Berlusconi. Il Pd sta lavorando per costruire una nuova coalizione con l’Udc e con la resuscitata “balena bianca”, e ha già risposto picche alla mia proposta di costruire con l’IdV la coalizione del centrosinistra. A Vendola faranno di peggio: renderanno un inferno la sua attività di governatore della Puglia, anche se, ovviamente, negheranno e smentiranno sdegnati. Senza contare quel che hanno fatto e faranno a Luigi De Magistris che non considerano della famiglia del centrosinistra solo perché ha fatto il suo dovere fino in fondo.
Così stando le cose, non ci resta altro da fare che rimboccarci le maniche e intanto partire da soli nella costruzione di un’inedita coalizione.
Oggi va bene anche una nuova manifestazione di piazza, ma per domani dobbiamo unire “le forze dei non allineati”, quelle della società civile, della Rete, magari anche dei “grillini”, soprattutto dobbiamo parlare al “popolo” – sia della sinistra che della destra – per far capire che la loro classe dirigente li sta tradendo e li sta usando. Dobbiamo far sapere che Fini e i finiani non sono credibili perché hanno rotto con Berlusconi in nome della legalità e poi si sono alleati con Cuffaro e Lombardo e non hanno votato la sfiducia a Caliendo. Dobbiamo far sapere che i maggiorenti del Pd, pur di non aver tra i piedi me o Vendola, si stanno “accasando” con Casini, Cuffaro, Lombardo e una miriade di altri personaggi impresentabili per la loro storia personale e politica. Dobbiamo parlare anche al popolo del Nord per denunciare la grande truffa mediatica dei dirigenti della Lega che i fine settimana fanno i gradassi a Pontida e durante la settimana, a Roma, si spartiscono le poltrone e le prebende come e peggio della Prima Repubblica.
Le regole e il gioco
Insomma e in conclusione: è inutile cercare di cambiare da dentro le regole del gioco (legge elettorale, conflitto di interessi o pluralità dell’informazione). Non lo faranno e non ce lo faranno fare. Meglio attrezzarci da subito con una “coalizione alternativa” di nuovo conio per essere pronti ad affrontare le elezioni quando ci saranno, anche a costo di andarci con le attuali “regole capestro”, piuttosto che sognare coalizioni di “lealtà costituzionale”, come utopisticamente e genuinamente le hai chiamate tu, o di “responsabilità nazionale”, come furbescamente le ha definite Casini con il chiaro scopo di andare lui al governo al posto di Berlusconi, cosa che molti del Pd sembrano già disposti a barattare, come hanno fatto per Vietti al Csm.
Per intenderci, caro Paolo, questa coalizione è già nei fatti.
E del Pd che ne facciamo, dirai tu. Non tutto è perduto. I maggiorenti del Pd conoscono solo la legge del più forte e noi dobbiamo sfidarli proprio su questo campo. Lavoriamo da subito alla costruzione di questa “coalizione alternativa” e vedrai che la “paura” di essere affiancati e superati da forze più fresche e più risolute li porterà a più miti consigli. Anche loro sanno, come tutti noi dobbiamo sapere e avere ben presente, che è prioritario, per il bene del Paese, liberarci del clan piduista che fa capo a Silvio Berlusconi. Quindi dobbiamo tutti rassegnarci a convivere tra noi per arrivare all’obiettivo. Alla fine, arriveranno, speriamo non a tempo scaduto, anche i pachidermi del Pd.
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Stefano Pirrone
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #112 il:
12 Agosto, 2010, 15:00:26 »
..........e i giornali e telegiornali non dicono nulla.........
11 Agosto 2010
MAFIA: DA BERLUSCONI SOLDI A PROVENZANO? I MAGISTRATI ACCERTINO LA VERITà
Autore Leoluca Orlando Ancora una volta siamo in attesa che si faccia verità sui rapporti perversi fra politica e mafia. In particolare, attendiamo che i magistrati accertino la gravissima circostanza dei presunti rapporti tra Silvio Berlusconi e il capo dei capi della mafia, Bernardo Provenzano, al quale, secondo fonti giornalistiche, in occasione delle elezioni politiche del 2001, avrebbe dato cento milioni di lire, come risulterebbe dal contenuto del pizzino denunciato davanti ai giudici di Palermo. Sarebbero gravissimi, se accertati dalla magistratura competente, questi collegamenti finanziari, personali ed elettorali.
L’Italia non dimentica che nel 2001, in Sicilia, la coalizione berlusconiana con Forza Italia totalizzò, nell’arco di un mese, 61 seggi su 61 alla camera e al Senato e ottenne, nel mese successivo, l’elezione a presidente della Regione siciliana di Salvatore Cuffaro, già condannato in secondo grado per reati di mafia. Berlusconi cercherà di farsi fare un’altra legge vergogna, non ci aspettiamo che si difenda nei processi. Chiediamo, invece, con forza che il ministro Maroni batta un colpo dando un segnale di sostegno e garantendo la sicurezza di magistrati, minacciati anche recentemente, testimoni e collaboratori di giustizia che da tempo ormai cercano di dare un contributo per evitare che la mafia abbia il volto dello Stato e lo stato quello della mafia. Il silenzio di Maroni è inquietante.
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Luigi Sunseri
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Re:IdV Termini Imerese
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Risposta #113 il:
12 Agosto, 2010, 22:00:12 »
Come al solito Stefano... purtroppo nulla di nuovo..
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